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XXI - IL CASTELLO SMANTELLATO

Dopo la caduta di Pisa, il nostro castello con tutta la val d’Era, passò sotto la dominazione di Firenze. Vi fu una breve pausa di pace durante la quale i nostri antenati poterono dedicarsi ai loro lavori, anche se disturbati, come abbiamo visto,dalle frequenti angherie di Pietro Gaetani che risiedeva, con la sua masnada, nel vicino castello di Fabbrica.

Lucca, che era risorta e stava attraversando un periodo particolarmente fiorente, per una serie di avvenimenti che non possiamo qui riportare, venne a trovarsi in attrito con Firenze per cui stipulò un’alleanza con i Visconti alla quale aderirono Siena, Genova e Piombino.

Nel 1430 Niccolò Piccinino, che comandava l’esercito del duca di Milano inferse una prima sconfitta ai Fiorentini nel territorio lucchese. L’anno successivo passò in val d’Era dopo aver conquistato molti castelli e borghi del pisano, spingendosi, poi, fino a Rosignano e Campiglia. Nella conquista dei castelli dì val d’Era, sembra che quello di Peccioli sia caduto più che per il valore degli attaccanti per l’opera di qualche Pecciolese.

Questa supposizione è verosimile se si pensa allo stato di soggezione in cui i Pecciolesi erano stati ridotti dal Gaetani il quale, pur essendo andato ad abitare in Firenze, aveva mantenuto in Fabbrica i suoi armati che esercitavano il potere con metodi non certo migliori dei suoi. È probabile, quindi, che i Pecciolesi avessero visto nel Piccinino uno spiraglio di libertà.

Ad ogni modo i Fiorentini, quando ripresero poco dopo il castello di Peccioli (gli occupanti erano ritornati in Lombardia ) ad evitare tradimenti, smantellarono il castello.

Lo smantellamento, deve essere stato, tuttavia, di poco conto.

Nel 1529, nel quadro della lotta per il sopravvento della Repubblica o della Signoria Medici a Firenze, i Pecciolesi si ribellarono nuovamente ai Fiorentini ed aprirono le porte del castello alle truppe dell’Imperatore Carlo V, che erano al comando del principe D’Oranges, le quali vi restarono praticamente per tutto il periodo in cui Firenze restò assediata e cioè fino all’agosto 1530.

Queste truppe poterono anche trattenersi in Peccioli nell’inverno successivo ad onta dello stretto assedio che vi pose inutilmente un esercito fiorentino al comando di Ercole Rangone. Se questo poté avvenire, lo fu perché le opere difensiv e del castello erano ancora intatte in massima parte.

E fu in questa occasione che il castello venne definitivamente smantellato. Caddero i torrioni e alcune torrette, furono distrutte le portine e le porte spalancate per sempre. E così di questo imponente complesso, che in tutta la sua storia,da quando venne rafforzato e ampliato da Castruccio nel XIV secolo, poteva vantarsi di non essere mai stato espugnato in battaglia, non rimangono oggi, purtroppo, che labili tracce.