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XXIII - DAL REGNO ALLA REPUBBLICA

Molti avvenimenti accaduti durante questo periodo, abbiamo ritenuto opportuno illustrarli separatamente nella seconda part e di questo volumetto, trattandosi spesso di fatti e note di costume e di colore che meritano singolarmente una chiacchierata un po’ ampia.

Con il Regno Sabaudo si ebbe un nuovo ordinamento nella pubblica amministrazione. Nel 1863 Peccioli (con le frazioni che erano quelle di oggi), faceva parte del Mandamento di Lari. In quell’epoca erano di stanza a Peccioli 166 guardie nazionali.

Di questo anno abbiamo una interessante statistica sull’organizzazione scolastica e religiosa: nel nostro Comune esistevano 4 scuole pubbliche di cui 3 maschili, con 107 alunni, e una femminile, senza alcun alunna. Le scuole private erano 5,di cui 3 maschili con 12 alunni e due femminili con 19 alunne.

Le Chiese erano 23, con 7 sacerdoti e 5 religiosi. Con l’istituzione delle Sottoprefetture di Volterra e di San Miniato, il nostro Comune, per un brevissimo periodo di tempo (dal 1926 ) dipese da San Miniato.

Nel 1869 si costituì in Peccioli la Confraternita della Mise ricordia. Nel 1870 la Banda, che si era costituita grazie alla paziente opera di un modesto e generoso sacerdote, Don Ceccarelli, fece la sua prima uscita per le strade del paese, fra l’en tusiastico consenso e il legittimo orgoglio di tutta la popolazione.

Nel 1876 si costituì anche la Società Operaia di Mutuo Soccorso che tante benemerenze ha acquisito durante la sua quasi centenaria esistenza. La Giudicatura di Pace, che fu istituita con l’occupazione francese, si mantenne a Peccioli con il nome di Pretura, fino al 1923, anno in cui fu soppressa e il nostro Comune rientrò nella competenza della Pretura di Pontedera. Dall’unità d’Italia, fino al 1924, Peccioli fu guidato da queste persone: 1864 Pellegrino Cardi (ultimo Gonfaloniere); 1865 Conte Francesco Mastiani Brunacci (primo Sindaco); 1870-72 vari assessori a causa di crisi; 1873 Antonio Scotti; 1874 Leopoldo Cilotti; 1877 Conte Giulio Venerosi Pesciolini; 1887 Giuseppe Mazzetti; 1890 Gaetano Matteucci; 1895 Marchese Edmondo Dufour Berte; 1897 Ettore Pescatori e Dottor Eolo Rebua, commissario prefettizio; 1901 Marchese Edmondo Dufour Berte; 1906 Cav. Gaetano Matteucci; 1911 Conte Giovan Battista Venerosi Pesciolini; 1912 Avv. Ferdinando Pescatori; 1920 Vittorio Casalini; 1923 vari assessori; 1924 Cav. Uff. Antonio Zucchelli.

Con l’avvento al potere del fascismo, furono soppressi i consigli comunali e nel 1927 ritornarono i Podestà. In questo periodo il Comune fu amministrato: 1926 Cav. Adelo Marmugi; 1932 Rag. Tito Calonghi; 1933 Cav. Francesco Casati, commissario prefettizio; 1933 Giorgio Ciompi, commissario prefettizio; 1934 dallo stesso Casati come Podestà; 1939 Avv. Col. Salvatore Cilotti, commissario prefettizio e poi Podestà; 1942 Dottor Giovanni Matteucci, commissario prefettizio; 1943 lo stesso Dottor Matteucci come Podestà; 1943 Avv. Domenico Pandolfi, commissario prefettizio; 1944 magg. Piero Pierotti, commissario prefettizio.

Con il secondo conflitto mondiale il nostro paese subì notevolissimi danni. Una domenica mattina, l’ultima del mese di giugno 1944, sull’ora del mezzogiorno, le truppe tedesche occu panti, rastrellarono, casa per casa, molti uomini con l’intento di deportarli in Germania, ma gran parte riuscì fortunatamente a fuggire sia attraverso la selva di tetti e tettucci delle case,sia dalla piazza dove venivano concentrati, sia durante il viaggio.

Il mattino del 14 luglio di quell’anno, le truppe americane entrarono in paese, dalla parte della Carraia, senza incontrare resistenza. Vi erano soltanto quattro o cinque tedeschi che erano intenti a cuocersi il pranzo nella casa del «Morino» (Angiolo Dell’Agnello) attualmente di proprietà Marinari. Alcuni di questi furono fatti prigionieri da un reparto americano che era sceso dal «chiasso delle monache», mentre altri, non visti, riu scirono ad infilarsi in un carro armato che era nel sottostante garage ed a fuggire. Fu allora, fra le 12 e le 13, che da parte tedesca si iniziò un furioso bombardamento sul paese.. Fra la popolazione terrorizzata che aveva cercato scampo, parte in campagna e parte nelle cantine e nei «rifugi» scavati sotto il poggio della «castellaccia», Si ebbero alcuni morti e feriti.

Il giorno successivo, quando fu possibile, con cautela, girare per le strade del paese, ci si rese conto del danno provocato da quel rabbioso cannoneggiamento che sembrava non finire più. Strade ingombre di macerie, muri sventrati, tetti pericolanti, impianti elettrici devastati, con i fili penzoloni attraverso le strade e le piazze. Un paese deserto, desolato, avvolto in un silenzio agghiacciante. Poi, a poco a poco, la ricostruzione.

Caduto il fascismo, gli ordinamenti democratici vennero ripristinati e la popolazione chiamata alle urne per pronunciarsi sul referendum istituzionale. Il 2 giugno 1946 i Pecciolesi si espressero così: per la Repubblica, 2863 voti; per la Monarchia, 1764 voti. Ci furono 595 schede bianche e 60 schede nulle.

Dalla fine di questo conflitto i Sindaci che hanno guidato l’Amministrazione Comunale sono stati questi: 1944 (18 luglio) Dottor Giovanni Sannazzari, eletto a voce di popolo e sostituito in quello stesso anno, perché incompatibile con la sua condizione di dipendente comunale, dâl dottor Giovanni Matteucci,nominato dal governatore militare delle truppe americane di occupazione. 1945, a seguito di regolari elezioni, Luigi Bulleri (comunista, a capo di una coalizione socialcomunista); 1951 Sergio Merlini (democristiano, a capo di una coalizione democristiana-socialdemocratica); 1956 Maestro Luigi Gentili (democristiano, a capo di una coalizione uguale alla precedente); 1961 Dottor Eraldo Bindi (den ocristiano, a capo di una coalizion e uguale alla precedente); 1963 Amelio Molesti (democristiano, con la stessa coalizione); 1967 Cafiero Campani (democristiano, a capo di una coalizione democristiana, socialista e socialdemocratica).